Roma, test sierologici, boom di richieste: uno ogni dieci minuti negli ospedali

Appena partiti, è già boom di prenotazioni e analisi. All’ospedale San Camillo di Roma i test sierologici per capire se si sono sviluppate le immunogloboline IgC, gli anticorpi “sentinelle” del Covid-19, si fanno già speditamente: uno ogni dieci minuti, tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle11 alle 17,30 (con una breve pausa pranzo) e il sabato dalle 7 alle 12,30. “E abbiamo già ricevuto tantissime richieste di prenotazioni per cui già domani (venerdì, ndr) è tutto pieno”, affermano dal maxi-ospedale di Monteverde che ha potenziato in emergenza Covid il laboratorio Microbiologico. Moltissimi i romani che già da ieri hanno contattato il Recup regionale allo 069939 per chiedere di potere eseguire il test, a partire da oggi giovedì 28 maggio, in uno dei tre presidi ospedalieri autorizzati dalla Regione Lazio: oltre al San Camillo, appunto, anche il San Giovanni e il Sant’Andrea.

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COVID-19

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata). Lo ha annunciato, l’11 febbraio 2020, nel briefing con la stampa durante una pausa del Forum straordinario dedicato al virus, il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

SINTOMI

I sintomi più comuni di sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

MODALITÁ DI TRASMISSIONE

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:
la saliva, tossendo e starnutendo;
contatti diretti personali
le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

CHI É PIÚ A RISCHIO

Le persone che vivono o che hanno viaggiato in aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus oppure persone che rispondono ai criteri di contatto stretto con un caso confermato o probabile di COVID-19. Le aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus sono quelle in cui è presente la trasmissione comunitaria, locale o diffusa, di SARS-CoV-2. Queste vanno differenziate dalle aree nelle quali sono presenti solo casi importati.