Rivolta dei detenuti, problema nel problema

In Italia è scattata la rivolta dei detenuti in differenti carceri. Dopo le varie rivolte ci sono stati una decina di detenuti morti per overdose di psicofarmaci o soffocamento, proteste in diversi penitenziari del Paese da Milano a Palermo e una trentina di evasioni a Foggia. Le carceri italiane sono sovraffollate e c’è chi propone uno sconto di pena (o arresti domiciliari) per alleggerire le condizioni critiche in cui versano alcuni carcerati. Il Molise è la regione col maggior tasso di sovraffollamento (175% cento). Non solo: in Puglia (153%), Lombardia (140%), Emilia Romagna (130%), Lazio (127%) non va meglio. A Modena la situazione più difficile con 562 detenuti a fronte di 369 posti. Emilia protagonista in negativo con Bologna. Sovraffollamento è al 178% , con 500 soli posti a fronte di 891 persone in carcere. Su una percentuale analoga si attesta a Roma il carcere di Regina Coeli (172%) con 1.061 detenuti e una capienza ferma a quota 616. Anche il Sud non si ferma. Nel carcere di Foggia sono evasi oltre 30 detenuti, il sovraffollamento è al 166% con 608 reclusi per 365 posti.  Condizioni davvero difficili, rese ancor più aspre dall’emergenza Coronavirus e dalle non sempre precise norme igieniche presenti all’interno dei penitenziari.

COVID-19

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata). Lo ha annunciato, l’11 febbraio 2020, nel briefing con la stampa durante una pausa del Forum straordinario dedicato al virus, il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

SINTOMI

I sintomi più comuni di sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

MODALITÁ DI TRASMISSIONE

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:
la saliva, tossendo e starnutendo;
contatti diretti personali
le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

CHI É PIÚ A RISCHIO

Le persone che vivono o che hanno viaggiato in aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus oppure persone che rispondono ai criteri di contatto stretto con un caso confermato o probabile di COVID-19. Le aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus sono quelle in cui è presente la trasmissione comunitaria, locale o diffusa, di SARS-CoV-2. Queste vanno differenziate dalle aree nelle quali sono presenti solo casi importati.