L’annuncio dell’università di Oxford: “Vaccino pronto a settembre”

Vaccino pronto a settembre. I ricercatori dell’Università di Oxford sono a un passo dalla svolta che il mondo attende. Gli scienziati del team internazionale al lavoro contro il coronavirus nell’ateneo del Regno Unito comunicano che milioni di dosi di vaccino saranno pronte per l’inizio dell’autunno se entro un mese ne verranno confermate l’efficacia e la sicurezza riscontrate sulle scimmie.

Se l’immunità ottenuta nei test sulle scimmie verrà confermata in quelli sugli uomini, sarà effettiva la svolta attesa dall’umanità. Per il vaccino gli scienziati dell’Università di Oxford stanno usando una tecnologia già sperimentata con successo su altri coronavirus in passato, puntando alla produzione di anticorpi e alla copertura immunitaria a livello mondiale a partire da settembre.

Il vaccino non contiene proprio il Covid-19, c’è solo una piccola parte del suo genoma inserito in un virus differente e non nocivo. In questo modo si evita che possa propagarsi, ma può potenzialmente attivare il sistema immunitario e proteggere così dal coronavirus.

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COVID-19

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata). Lo ha annunciato, l’11 febbraio 2020, nel briefing con la stampa durante una pausa del Forum straordinario dedicato al virus, il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

SINTOMI

I sintomi più comuni di sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

MODALITÁ DI TRASMISSIONE

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:
la saliva, tossendo e starnutendo;
contatti diretti personali
le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

CHI É PIÚ A RISCHIO

Le persone che vivono o che hanno viaggiato in aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus oppure persone che rispondono ai criteri di contatto stretto con un caso confermato o probabile di COVID-19. Le aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus sono quelle in cui è presente la trasmissione comunitaria, locale o diffusa, di SARS-CoV-2. Queste vanno differenziate dalle aree nelle quali sono presenti solo casi importati.