Il coronavirus già diffuso a Milano alcune settimane prima dell’epidemia

Oggi la Lombardia conta 294 casi in più di pazienti Covid positivi – per un totale di 85.775 dal 21 febbraio – e 65 morti in più in 24 ore, che portano così il totale dei decessi da coronavirus a 15662. Nella città di Milano i casi di nuovi contagi sono stati 8.

Intanto, secondo uno studio del Policlinico di Milano pubblicato in anteprima su “medRxiv”, il Covid19 non solo stava circolando a Milano già diverse settimane prima che scoppiasse l’epidemia il 21 febbraio, ma addirittura all’inizio dell’emergenza sanitaria già il 4,6 per cento dei donatori di sangue del Policlinico aveva gli anticorpi contro il virus: significa che una persona su 20 era già venuta in contatto con il coronavirus e aveva anche sviluppato un’immunità. Se poi si attende inizio aprile, questa percentuale sale al 7,1.

Lo studio prende in esame circa 800 donatori di sangue sani che frequentano abitualmente il Policlinico, tra il 24 febbraio e l’8 aprile 2020, seguendo quindi l’andamento dell’epidemia dal suo esordio ufficiale fino al pieno del distanziamento sociale. A ciascun donatore è stato fatto, insieme alle analisi di routine, anche un test sierologico per cercare eventuali anticorpi contro Sarsa-CoV-2, il coronavirus responsabile della Covid-19. Il test cerca in particolare due tipi di anticorpi: le IgM, che sono l’indizio di una infezione recente, e le IgG, che invece rappresentano la memoria immunitaria a lungo termine. Il test ha una specificità del 98,3 per cento contro questi anticorpi e una sensibilità del 100 per cento producendo quindi dei risultati davvero affidabili. Dai risultati emergerebbe anche che il distanziamento sociale messo in atto per contenere la diffusione sembrerebbe essere stato d’aiuto soprattutto per proteggere i più giovani, riducendo il numero di nuove infezioni.

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