Dalle librerie ai negozi, ecco cosa riapre oggi e dove

Riaprono da oggi le librerie e cartolerie (ma non in Lombardia, Piemonte e Campania; nel Lazio dal 20 aprile) e i negozi di vestiti per neonati e bambini. Ripartono le attività forestali, l’industria del legno e anche la produzione di computer. Sono i primi spiragli nel lockdown da coronavirus, previsti dal Dpcm del 10 aprile. La serrata pressoché totale per il resto viene prorogata ancora fino al 3 maggio. Ma le regole sulle riaperture (come nel caso delle librerie) non saranno le stesse in tutta Italia. Non sono poche le regioni – con una babele di ordinanze – che hanno deciso di mantenere le forti restrizioni del lockdown, mentre altre hanno invece cominciato ad allentare le maglie dei divieti sulla scia dei dati ormai stabili, se non in lieve calo, dei contagi da coronavirus.

In Lombardia stop a librerie, studi professionali aperti per urgenze.

Non sarò così in Lombardia. L’ordinanza firmata sabato dal governatore Attilio Fontana vieta la riaperture di librerie e cartolerie, anche se consente invece quella dei negozi di abbigliamento per l’infanzia, con rigide misure misure di distanziamento e mascherine che restano obbligatorie (ma basta coprire naso e bocca con qualunque indumento) fuori di casa. In Lombardia libri, quaderni, ma anche fiori e piante si potranno acquistare solo nella grande distribuzione o tramite consegne a domicilio. «In questi ultimi giorni dobbiamo cercare di essere più rigorosi possibile». Per gli studi professionali è prevista solo attività in smart working. Potranno aprire solo per servizi indifferibili e urgenti.

Nel Lazio apertura librerie posticipata

Il Lazio ha posticipato invece al 20 aprile la riapertura delle librerie per consentire ai proprietari di mettere in sicurezza i locali. Confermata la chiusura dei supermercati il 25 aprile e il 1° maggio

In Campania limiti alle aperture dei negozi di abbigliamento

Rigore anche da parte del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha confermato la chiusura di librerie e cartolerie, limitando poi l’apertura dei negozi di abbigliamento per i più piccoli a due mattine la settimana, dalle 8 alle 14. In Campania sarà vietato anche il cibo d’asporto.

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