Coronavirus: vaccino irbm pomezia prodotto distribuito solo dagli inglesi

Il vaccino per il coronavirus sviluppato da una partnership tra lo Jenner Institute della Oxford University e la società IRBM di Pomezia verrà prodotto e distribuito in esclusiva dalla multinazionale britannica AstraZeneca.

«Semplice e tragico – continua Dagospia – quando l’IRBM di Piero di Lorenzo ha cercato di convincere il governo di Conte ad entrare fra i finanziatori del progetto per portare a termine la ricerca per il vaccino, l’importanza della proposta è stata sottovalutata».

La società di Pomezia avrebbe tentato invano dei finanziamenti per due mesi, salvo poi lasciare campo libero al governo di Boris Johnson, che non ha avuto alcuna esitazione a erogare 20 milioni per la ricerca italo-inglese. Sembra, inoltre, che un finanziamento governativo di 10 milioni per lo sviluppo del vaccino anti-Covid sia finito nella cassa della Reithera, azienda svizzera con sede a Castel Romano, cara alla direttrice dell’ospedale Spallanzani e all’Assessore alla Salute della Regione Lazio.

La produzione e la distribuzione globale del vaccino, dunque, sono prerogativa dell’AstraZeneca britannica. Il governo si sta muovendo affinché una parte della produzione sia riservata all’Italia, ma serviranno molti soldi.

«A giugno, se la prima fase di test su 500 volontari sani darà esiti positivi, inizierà la fase ulteriore su 5000 soggetti», ha dichiarato il presidente e amministratore delegato della IRBM

«Con la Oxford University – continua Di Lorenzo – lavoriamo da 10 anni: è un’eccellenza, a livello mondiale, che ha già studiato la Sars. Si sono rivolti a noi per l’esperienza acquisita con l’adenovirus, un virus influenzale, impiegato depotenziato per trasportare il gene Spike sintetizzato del SarsCov2 nell’organismo umano… Nei nostri laboratori a Pomezia è stato prodotto il vaccino anti-ebola».

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COVID-19

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata). Lo ha annunciato, l’11 febbraio 2020, nel briefing con la stampa durante una pausa del Forum straordinario dedicato al virus, il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

SINTOMI

I sintomi più comuni di sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

MODALITÁ DI TRASMISSIONE

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:
la saliva, tossendo e starnutendo;
contatti diretti personali
le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

CHI É PIÚ A RISCHIO

Le persone che vivono o che hanno viaggiato in aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus oppure persone che rispondono ai criteri di contatto stretto con un caso confermato o probabile di COVID-19. Le aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus sono quelle in cui è presente la trasmissione comunitaria, locale o diffusa, di SARS-CoV-2. Queste vanno differenziate dalle aree nelle quali sono presenti solo casi importati.