Coronavirus, nuovo focolaio in Molise: 72 casi a Campobasso. “Legati a funerale”

Fino a pochi giorni fa il Molise era una regione “modello”: con poco più di 300 casi di contagio e 22 decessi era riuscita a contenere e evitare l’espansione dell’epidemia di coronavirus. Poi però, improvvisamente, è scoppiato un focolaio che ha portato nel giro di neanche dieci giorni alla scoperta di 72 persone infette tra la comunità Rom di Campobasso. Ricostruendo gli spostamenti dei contagiati, è emerso che tutti avevano partecipato il 30 aprile scorso al funerale di un componente della comunità. Quando il 30 aprile è stato celebrato quel funerale non era ancora iniziata infatti la “Fase 2” (al via dal 4 maggio, ndr) e in vigore c’erano ancora le norme più stringenti anti-coronavirus che prevedevano che le esequie potessero essere celebrate alla presenza solo dei familiari stretti del defunto. Il sindaco Gravina ha confermato che i presenti non erano più di una decina ma sui social hanno iniziato a circolare filmati che mostrano come in realtà i presenti al funerale fossero molti di più: una trentina sono solo le persone identificate dalla Questura. In ogni caso, da quel 30 aprile i contagi nella comunità Rom di Campobasso sono aumentati esponenzialmente e i 72 casi positivi accertati riguardano solo le persone sintomatiche, sottoposte al tampone, motivo per cui si ritiene che i contagiati effettivi possano essere molti di più, senza trascurare i soggetti asintomatici.

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