Coronavirus: l’andamento mondiale della pandemia

Se in Cina la pandemia rallenta, quasi fino a fermarsi, in gran parte del mondo accelera: i casi di coronavirus globali, riferisce la Johns Hopkins University, sono 407.485 e le vittime 17.454, con 103.334 guariti. In Europa le vittime sono più di 16.500. Dopo l’Italia, il Paese più colpito nel continente è la Spagna, con 40mila contagi e 2.700 vittime.In Germania si è arrivati ai 4.800 nuovi contagi al giorno, con il Paese che ne registra 30mila in totale e 114 vittime e anche il Regno Unito, che si è svegliato in lockdown, vede una nuova impennata di casi: sono saliti a 8.077, oltre 1400 più di quelli censiti 24 ore fa, mentre i morti sono diventati 422, ossia 87 più dei 335 indicati ieri. La Francia registra 1100 morti e 22.300 casi, con 10.176 persone ricoverate. La Svezia non ha deciso restrizioni significative per i suoi cittadini, e dove il personale sanitario minaccia di scioperare perché mancano le protezioni necessarie per difendersi dal contagio. L’Oms spiega che l’85% dei casi di coronavirus segnalati nelle ultime 24 ore sono stati in Europa e negli Stati Uniti e che gli Usa, che mostrano una forte accelerazione dei contagi, possono diventare il prossimo epicentro dell’epidemia. Intanto l’allarme arriva anche in India, il paese più popoloso del mondo: il primo ministro Narendra Modi, dopo che già ieri era stato deciso il confinamento degli abitanti delle principali città, ha deciso che tutti gli indiani – 1,3 miliardi di persone – dovranno rimanere chiusi a casa per i prossimi 21 giorni a partire dalla mezzanotte. Da quel momento nel mondo ci saranno circa 2,5 miliardi le persone colpite da un blocco parziale o totale, coprifuoco o altre restrizioni sui loro movimenti. In pratica, un terzo della popolazione mondiale. Anche in Iran la situazione è ancora grave: il numero dei casi accertati sfiora i 25mila, mentre sono quasi 2mila le vittime.

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COVID-19

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata). Lo ha annunciato, l’11 febbraio 2020, nel briefing con la stampa durante una pausa del Forum straordinario dedicato al virus, il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

SINTOMI

I sintomi più comuni di sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

MODALITÁ DI TRASMISSIONE

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:
la saliva, tossendo e starnutendo;
contatti diretti personali
le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

CHI É PIÚ A RISCHIO

Le persone che vivono o che hanno viaggiato in aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus oppure persone che rispondono ai criteri di contatto stretto con un caso confermato o probabile di COVID-19. Le aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus sono quelle in cui è presente la trasmissione comunitaria, locale o diffusa, di SARS-CoV-2. Queste vanno differenziate dalle aree nelle quali sono presenti solo casi importati.