Coronavirus, “il mio ritorno dalla Svezia all’Italia su aerei affollati e senza distanziamento a bordo”

Passeggeri uno di fianco all’altro, seppure con mascherina, su due voli affollati della tedesca LufthansaGiovanni, studente Erasmus 23enne rientrato pochi giorni fa dalla Svezia, racconta il suo viaggio senza distanziamento a bordo. Il 20 maggio è tornato in Italia partendo da Stoccolma con scalo a Francoforte (volo LH801) e da lì è arrivato a Roma Fiumicino (volo LH236). “Né a Stoccolma né a Francoforte ci sono stati particolari controlli. Non ci hanno provato la febbre e anche l’imbarco non è stato regolamentato, col rischio ‘imbuto’ per i passeggeri“. A terra soltanto alcuni passeggeri indossavano la mascherina “poi, una volta saliti a bordo – continua Giovanni, che nelle foto documenta il volo Stoccolma-Francoforte – tutti l’hanno indossata per poi toglierla contemporaneamente nel momento della distribuzione di snack e bevande”. Entrambi i voli “erano pieni – ricorda -. Né io né i miei vicini eravamo preoccupati, ma queste modalità non garantiscono sicurezza”. L’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) e il Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ecdc) raccomandano – senza nessun obbligo – il mantenimento della distanza di 1,5 metri tra un passeggero e l’altro a bordo del velivolo con l’obbligo della mascherina dall’entrata in aeroporto fino alla fine del viaggio. Il dispositivo, inoltre, deve essere cambiato ogni 4 ore, quindi il passeggero deve essere provvisto di un numero sufficiente di mascherine a seconda della durata dello spostamento.

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