Coronavirus Fase 2, l’Italia alla prova: oggi in 4 milioni tornano al lavoro

L’appello principale è al senso di responsabilità dei singoli, nella consapevolezza che, potenzialmente, la graduale riapertura potrebbe trasformarsi in un nuovo disastro sanitario, se non si agisce con criterio. Da oggi oltre 4 milioni di italiani tornano al lavoro, si sposteranno con i mezzi pubblici, molte aziende e fabbriche si rimetteranno in moto. Nella circolare che il Ministero dell’Interno ha inviato ai prefetti sono spiegati i dettagli per l’applicazione delle misure del Dpcm entrato in vigore da mezzanotte. E anche il premier Giuseppe Conte invita alla cautela, «non sperperiamo quello che abbiamo guadagnato in 50 giorni», dice.

«Evitare raggruppamenti di persone» è il mantra: il Viminale chiede alle forze dell’ordine fermezza e «severità» nell’evitare situazioni di assembramento. Ma i controlli dovranno anche essere calibrati sulle singole situazioni, ci dovrà essere «comprensione ed elasticità», per contenere al massimo l’impatto delle misure sulla vita quotidiana. È proprio l’ufficio guidato dal ministro Luciana Lamorgese a sottolineare che in questa nuova fase è necessario fare leva sul senso di responsabilità dei cittadini.

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