Coronavirus Fase 2, l’Italia alla prova: oggi in 4 milioni tornano al lavoro

L’appello principale è al senso di responsabilità dei singoli, nella consapevolezza che, potenzialmente, la graduale riapertura potrebbe trasformarsi in un nuovo disastro sanitario, se non si agisce con criterio. Da oggi oltre 4 milioni di italiani tornano al lavoro, si sposteranno con i mezzi pubblici, molte aziende e fabbriche si rimetteranno in moto. Nella circolare che il Ministero dell’Interno ha inviato ai prefetti sono spiegati i dettagli per l’applicazione delle misure del Dpcm entrato in vigore da mezzanotte. E anche il premier Giuseppe Conte invita alla cautela, «non sperperiamo quello che abbiamo guadagnato in 50 giorni», dice.

«Evitare raggruppamenti di persone» è il mantra: il Viminale chiede alle forze dell’ordine fermezza e «severità» nell’evitare situazioni di assembramento. Ma i controlli dovranno anche essere calibrati sulle singole situazioni, ci dovrà essere «comprensione ed elasticità», per contenere al massimo l’impatto delle misure sulla vita quotidiana. È proprio l’ufficio guidato dal ministro Luciana Lamorgese a sottolineare che in questa nuova fase è necessario fare leva sul senso di responsabilità dei cittadini.

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COVID-19

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata). Lo ha annunciato, l’11 febbraio 2020, nel briefing con la stampa durante una pausa del Forum straordinario dedicato al virus, il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

SINTOMI

I sintomi più comuni di sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

MODALITÁ DI TRASMISSIONE

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:
la saliva, tossendo e starnutendo;
contatti diretti personali
le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

CHI É PIÚ A RISCHIO

Le persone che vivono o che hanno viaggiato in aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus oppure persone che rispondono ai criteri di contatto stretto con un caso confermato o probabile di COVID-19. Le aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus sono quelle in cui è presente la trasmissione comunitaria, locale o diffusa, di SARS-CoV-2. Queste vanno differenziate dalle aree nelle quali sono presenti solo casi importati.