Coronavirus Fase 2: a Torino l’assalto ordinato al parco

«Libertà» grida il ragazzo che imbocca il primo viale vicino al Po e lascia per un attimo il manubrio per allargare le braccia al cielo di una Torino che sembra già vivere i primi giorni d’estate. Ferma la bici a una manciata di metri da una coppia che lo osserva e ride dietro le mascherine. «È un mese che non tiravo fuori la bici, mi viene quasi da piangere». Nel primo giorno in cui la città riassapora, tra mille limiti e divieti, il lento ritorno alla normalità, il Valentino diventa il simbolo della ripartenza. Il grande parco che circonda il centro, guardato a vista da decine di pattuglie, archivia il deserto degli ultimi mesi e si riempie di gente. Sportivi, coppie che passeggiano e tante famiglie, finalmente libere di poter lasciar sfogare i bambini lontano da quelle mura di casa diventate, ormai per tutti, strettissime. Fine della quarantena e dell’isolamento forzato da coronavirus. Fine del lockdown, ma con responsabilità.

Perché il secondo giardino di Torino non si fa certo impressionare da qualche centinaio di persone. Che quando l’orologio segna le tre del pomeriggio – e il termometro supera i 25 gradi – ancora non cedono a pic nic e ai tanto temuti assembramenti. Certo, a guardar bene qualcuno che si è fermato a sostare sulle panchine lo trovi. Come la signora Mara, che giura di essersi fermata giusto un attimo con il marito «dopo due ore di passeggiata. Adesso ce ne torniamo a casa, non abitiamo lontano. Alla nostra età ci stanchiamo in fretta – dice – ma il Valentino finalmente riaperto non ce lo potevamo lasciar scappare. Torneremo tutti i giorni, come facevamo prima di questo maledetto virus».

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COVID-19

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata). Lo ha annunciato, l’11 febbraio 2020, nel briefing con la stampa durante una pausa del Forum straordinario dedicato al virus, il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

SINTOMI

I sintomi più comuni di sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

MODALITÁ DI TRASMISSIONE

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:
la saliva, tossendo e starnutendo;
contatti diretti personali
le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

CHI É PIÚ A RISCHIO

Le persone che vivono o che hanno viaggiato in aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus oppure persone che rispondono ai criteri di contatto stretto con un caso confermato o probabile di COVID-19. Le aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus sono quelle in cui è presente la trasmissione comunitaria, locale o diffusa, di SARS-CoV-2. Queste vanno differenziate dalle aree nelle quali sono presenti solo casi importati.