Coronavirus, Conte per la prima volta in Lombardia. A Milano dice: “Non ci sono condizioni per tornare alla normalità”

“Tutti speravano di tornare presto alla normalità, ma non ci sono le condizioni per tornare alla normalità, ce lo dobbiamo dire in modo chiaro e forte”. Il premier Giuseppe Conte è arrivato in serata in Lombardia: è la prima volta che il presidente del Consiglio visita la regione dall’inizio dell’emergenza coronavirus. Prima tappa la prefettura di Milano, dove dice anche: “Stiamo facendo tanti sacrifici, non è questo il momento di mollare, di un liberi tutti. Questo governo non cerca consenso, vuole fare le cose giuste, anche se ciò potrebbe scontentare i cittadini”.

Il premier insiste sul concetto che bisogna fare ancora uno sforzo: “Non buttiamo a mare tutti i sacrifici fatti”, dice. E ripete che “la fase 2 è quella della convivenza con il virus non della liberazione, ce lo dobbiamo dire chiaro e forte”: Nel merito, Conte annuncia che il governo sta “studiando un piano per l’infanzia in cui cerchiamo di affrontare anche il tema dei centri estivi. Lavoriamo ad ulteriori misure oltre a quelle messe in campo come bonus babysitter e congedo straordinario”.

Conte nella prefettura a Milano incontra tra gli altri il presidente della Regione Attilio Fontana, il sindaco Beppe Sala e il presidente di Confindustria Carlo Bonomi – poi andrà  Bergamo, dove incontrerà anche il sindaco Giorgio Gori, e infine a Brescia, dove vedrà il sindaco Emilio del Bono. Saranno, quindi, incontri con i vertici delle istituzioni locali e con i sindaci dei territorio più colpiti dalla pandemia.

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COVID-19

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata). Lo ha annunciato, l’11 febbraio 2020, nel briefing con la stampa durante una pausa del Forum straordinario dedicato al virus, il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

SINTOMI

I sintomi più comuni di sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

MODALITÁ DI TRASMISSIONE

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:
la saliva, tossendo e starnutendo;
contatti diretti personali
le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

CHI É PIÚ A RISCHIO

Le persone che vivono o che hanno viaggiato in aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus oppure persone che rispondono ai criteri di contatto stretto con un caso confermato o probabile di COVID-19. Le aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus sono quelle in cui è presente la trasmissione comunitaria, locale o diffusa, di SARS-CoV-2. Queste vanno differenziate dalle aree nelle quali sono presenti solo casi importati.