Coronavirus: 29 regole e multe salate: ecco il nuovo decreto

Multe da 400 a 3000 euro e il rischio del carcere fino a 5 anni per chi viola volontariamente la quarantena essendo positivo e che incorre in un reato contro la salute pubblica, provocando il diffondersi dell’epidemia. Con il nuovo decreto anti-Coronavirus il governo dà copertura normativa a tutti i divieti introdotti finora con i Dpcm facendo salve le ordinanze locali per altri 10 giorni e più libertà alle Regioni che potranno anche inasprire i provvedimenti, ma solo negli ambiti di loro competenza. Ecco i 28 ambiti di azione per contenere il virus: – limitazione della circolazione delle persone, compresa la possibilità di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora, o di entrare o uscire dal territorio nazionale se non per spostamenti individuali, limitati nel tempo e nello spazio e motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni; – chiusura al pubblico di strade urbane, parchi, aree gioco, ville e giardini pubblici o altri spazi pubblici; – divieto di allontanamento e di ingresso in territori comunali, provinciali o regionali; – quarantena per chi ha avuto contatti stretti con contagiati – divieto assoluto di uscire di casa per i positivi; – limiti o stop a riunioni o assembramenti in luoghi pubblici – niente eventi e riunioni anche culturali, ludiche, sportive, ricreative e religiose; – sospensione delle cerimonie civili e religiose, limitazione dell’ingresso nelle chiese; – chiusura di cinema, teatri, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; – sospensione di congressi e convegni, solo videoconferenze; – limitazione o sospensione di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, compresa la possibilità di disporre la chiusura temporanea di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori e impianti sportivi, anche se privati; – limiti o stop ad attività ludiche o sportive all’aperto; – possibilità di ridurre o sospendere i trasporti pubblici; – sospensione o chiusura di tutte le scuole e le università, anche per gli anziani, i master e i corsi professionali, ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza; – stop a gemellaggi e viaggi di istruzione; – limitazione o chiusura dei musei e luoghi culturali; – limitazione della presenza fisica negli uffici pubblici, salve le attività indifferibili e i servizi essenziali puntando prioritariamente sullo smart working; – limitazione o sospensione dei concorsi, salvo a distanza; – limitazione o sospensione per i negozi, ad eccezione di quelle che garantiscono beni alimentari e di prima necessità che devono comunque assicurare le distanze anti contagio; – limitazione o sospensione per bar e ristoranti; – limitazione o sospensione di ogni altra attività d’impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo con possibilità di esclusione dei servizi di pubblica necessità previa assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e con adozione di adeguati strumenti di protezione individuale; – limitazione a fiere e mercati, salvo quelli alimentari; – specifici divieti o limitazioni per gli accompagnatori dei pazienti al pronto soccorso; – limitazione dell’accesso di parenti in ospedali, hospice, residenze sanitarie e per gli anziani, nonché nelle carceri; – obblighi di comunicazione al servizio sanitario nazionale per chi è transitato o ha sostato in zone a rischio epidemiologico indicate da Oms o Ministro della salute; – disporre misure di informazione e di prevenzione; – lavoro agile anche in deroga alle discipline vigenti; – previsione che le attività consentite si svolgano evitando assembramenti e rispettando distanza e protocolli anti contagio; – possibilità per il prefetto di autorizzare deroghe alle varie limitazioni.

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