Conte lancia il Decreto “Io resto a casa”

Il presidente del Consiglio Conte ha battezzato il nuovo dpcm che è entrato in vigore il 10 marzo. L’italia, fino al 3 Aprile, sarà zona rossa. Non più la sola Lombardia, o le varie province di Veneto ed Emilia Romagna. Il provvedimento è esteso a tutta la nazione. Vediamo nel dettaglio tutti i punti del provvedimento in essere:

Didattica: scuole e università chiuse fino al 3 aprile

Il provvedimento è stato concordato con i governatori regionali. Tutte le scuole, fino alle università, chiuse fino al 3 aprile.

Trasporti ok, spostamenti possibili per lavoro o malattia

Troppa movida e superficialità. L’intento del provvedimento è di inasprire il blocco e di sensibilizzare tutti su questo. Si invita quindi la popolazione a stare a casa il più possibile. Nessun blocco dei trasporti pubblici, perché rimane possibile spostarsi per “comprovate ragioni di lavoro, casi di necessità o anche motivi di salute”. Si è parlato anche di autocertificazioni. Vanno bene purché siano veritiere.

Stop alle manifestazioni sportive

Tutte le manifestazioni sportive saranno fermate fino al 3 Aprile. Sperando che questa sia davvero l’ultima data dello stop. La decisione è stata presa proprio nel rispetto e tutela della salute dei cittadini.

Gli spostamenti all’estero

“Gli spostamenti dei cittadini italiani avverranno sempre alle stese condizioni ma controlleremo gli ingressi in Italia” afferma Conte.  

L’ipotesi “super-commissario”

Rispondendo a una domanda della sala stampa, Conte non ha negato l’ipotesi di un super-commissario, pur non confermandola ancora: “Stiamo pensando, visto che stiamo affrontando aspetti della macchina organizzativa che vogliamo potenziare, a usare ogni mezzo per raggiungere l’obiettivo. Voi lo chiamate un supercommissario: io avverto l’opportunità di un coordinamento per l’approvvigionamento di macchinari e attrezzature sanitarie. E’ un ruolo che potrebbe affiancare il capo della protezione civile” Angelo Borrelli. 

Le misure economiche allo studio

In merito all’aumento dei fondi extra da chiedere per fronteggiare l’emergenza, Conte ha detto che il governo non ha ancora preso una decisione: “Abbiamo concordato in Europa una richiesta di scostamento per 7,5 miliardi, stiamo ragionando sulla possibilità di precostituirci una richiesta un po’ più elevata”.

COVID-19

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata). Lo ha annunciato, l’11 febbraio 2020, nel briefing con la stampa durante una pausa del Forum straordinario dedicato al virus, il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

SINTOMI

I sintomi più comuni di sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

MODALITÁ DI TRASMISSIONE

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:
la saliva, tossendo e starnutendo;
contatti diretti personali
le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

CHI É PIÚ A RISCHIO

Le persone che vivono o che hanno viaggiato in aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus oppure persone che rispondono ai criteri di contatto stretto con un caso confermato o probabile di COVID-19. Le aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus sono quelle in cui è presente la trasmissione comunitaria, locale o diffusa, di SARS-CoV-2. Queste vanno differenziate dalle aree nelle quali sono presenti solo casi importati.